Nel caso non si fosse ancora capito, ci piace fare le liste. Questa volta è il turno del nostro investigatore belga (attenzione, non dite mai francese!) preferito. Ha dei buffi baffi, una testa a forma d'uovo ed in grado di incastrare sempre l'assassino. Lui è Hercule Poirot e abbiamo raccolto i nostri 5 episodi preferiti della serie televisiva inglese a lui dedicata. Ecco la nostra personalissima lista.

La domatrice (2009)

Durante una spedizione archeologica, Poirot si mette sulle tracce dell’assassino di Lady Boyton, una donna despota e dominatrice uccisa sotto il sole cocente della Siria.

Di questo episodio, anche se presenta numerose differenze rispetto al libro della Christie, ci piace molto il personaggio manipolatore di Lady Boynton e la risoluzione del caso, brillante e davvero sorprendente.

La Sagra del delitto (2013)

Ariadne Oliver, eccentrica scrittrice di gialli, deve organizzare una caccia all’assassino in occasione di una sagra, ma il suo sesto senso le dice che qualcosa non quadra. Spaventata all’idea che stia per essere commesso un delitto decide dunque di chiamare in soccorso il suo caro amico Poirot.

Ci sono tanti motivi per cui adoriamo questo episodio e due di questi sono l’ambientazione (il set è stato allestito nella splendida tenuta estiva di Agatha Christie: Greenway) e il fatto che per la prima volta in un libro venga descritta “una caccia all’assassino”. L’antenata di Mystery, insomma.

Fermate il boia (2008)

James Bentley viene arrestato per l'omicidio della vecchia signora McGinty. Ancora una volta Poirot, insieme alla sua fidata amica Ariadne Oliver, riuscirà ad incastrare il vero assassino.

L’intreccio di questo giallo è assolutamente perfetto, così tipicamente “christiano” e avvincente. Trabocca di elementi che apparentemente sembrano inutili per poi rivelarsi magicamente fondamentali nella risoluzione del caso. E poi c’è Ariadne Oliver, che è sempre una certezza.

Il ritratto di Elsa Greer (2003)

La giovane Lucy Crale vuole provare l’innocenza di sua madre Caroline accusata dell’omicidio del marito Amyas, ricco pittore. Con l’aiuto di Poirot, riuscirà a scavare nel passato per scoprire una terribile verità.

Questo episodio, di un fascino indescrivibile, vanta una regia impeccabile da parte di Paul Unwin, regista teatrale di grande talento. Rispetto agli altri episodi, c’è una maggiore attenzione alla psicologia dei personaggi che fornisce all’intreccio una carica emotiva non indifferente.

Dopo le esequie (2008)

In seguito alla morte di Richard Abernethie, si apprende che quello che doveva essere l’unico beneficiario, il figlio George, è stato invece estromesso dal testamento. A rendere tutto più misterioso (e sinistro) c’è l’omicidio della vecchia zia Cora, picchiata a morte proprio il giorno del funerale. Poirot dovrà servirsi di tutte le sue celluline grigie per farsi spazio tra le menzogne della famiglia Abernethie.

Questo episodio è di gran lunga il nostro preferito. L’intreccio è assolutamente ammaliante e perfetto. La soluzione del caso è sorprendente e articolata, senza contare che il colpevole, di una follia omicida esemplare, è davvero inquietante. Recitato in modo impeccabile, “Dopo le esequie” è un gioiellino imperdibile.