Se ci conoscete almeno un po’, sapete che ci piace giocare parecchio, altrimenti non ci saremmo spremute le meningi per creare Mystery - Il Gioco Delitto. I giochi in scatola hanno sempre avuto questa particolare nomea di “passatempo da nerd”, un po’ come se fossero un modo per divertirsi antico e diciamolo apertamente, da sfigati. Ovviamente noi non la pensiamo così e forse anche il mercato sta cambiando dal momento che le vendite di giochi da tavolo sono incrementate in maniera significativa negli ultimi anni e lo sbocciare di continue fiere dedicate lo dimostra ancor di più. Insomma o i nerd si stanno moltiplicando a vista d’occhio oppure il gioco di società sta vivendo la sua golden age. Neanche a dirlo, a noi hanno sempre intrigato di più quei giochi che avessero un’ambientazione “misteriosa” e avessero quindi a che fare con un qualche tipo di indagine… siamo un po’ scontati, lo sappiamo. Ecco i nostri 5 giochi da tavolo preferiti a tema giallo.

Cluedo

Potevamo non citare il capostipite dei giochi da società a tema giallo? Certo che no. Cluedo non è soltanto un gioco ma un modo di vivere. Cluedo è riuscito nell’intento di creare un vero immaginario nella nostra cultura, fatto di immagini, personaggi e frasi da utilizzare bene o male in ogni occasione (“È stato il colonnello Mustard, nella biblioteca, con il candelabro”). Impossibile non averci giocato almeno una volta nella vita. Curiosità: sapevate che prima di chiamarli Gioco Delitto, i nostri misteri li chiamavamo Cluedo Party?

Scotland Yard

Questo è un altro classico dei giochi tavolo, molto popolare soprattutto tra chi si sta per affacciare ai trent’anni (ci vuole ancora un po’ per fortuna). Nato nei primi anni ’80, Scotland Yard ha il merito di immergere i suoi giocatori tra le strade di Londra alla ricerca di un fantomatico Mister X. Il gioco è piuttosto divertente anche se pecca un po’ di ripetitività nel corso del tempo. Ma è come un vecchio zio con l’alzheimer. Non puoi non volergli bene.

Sherlock Holmes: consulente investigativo

Questo gioco cooperativo è stata una sorpresa graditissima e, come si deduce dal titolo, quello più investigativo di tutti. Ci sono dieci casi da risolvere, ognuno con un fascicolo da sfogliare contenente una serie di personaggi da “interrogare”. Più tappe vengono consumate per arrivare alla soluzione del caso più si perdono punti, cedendo il passo a Sherlock Holmes che ovviamente è in grado di risolvere il mistero in una ridicola manciata di mosse. Davvero insopportabile. Unica pecca: i casi hanno quasi sempre un movente riconducibile al denaro il che risulta piuttosto deludente. A noi piace l’intrigo e la passione, ecco.

Il sesto senso

Mysterium nei paesi anglosassoni si distingue per un’atmosfera meno legata al giallo classico in favore di un’ambientazione più sovrannaturale. Attraverso una serie di carte (divinamente) illustrate, un “fantasma” dovrà cercare di aiutare alcuni medium a capire dove è stato ucciso, con che arma e da chi. Il sesto senso gioca molto sui dettagli e, secondo noi anche sull’affinità fra i giocatori che dovranno cercare di mettersi un po’ nei panni del compagno “fantasma” per capire come può aver ragionato.

L’erede misterioso

Ecco, questo gioco ha tutto fuorché atmosfere inquietanti. Se dovessimo associare “L’erede misterioso” a un film sceglieremmo indubbiamente lo spassoso “Invito a cena con delitto” di Neil Simon. La vecchia zia Agatha è stata uccisa e una serie di improbabili eredi deve riuscire a fuggire dalla polverosa magione inglese con il malloppo. Come? Ovviamente facendo fuori tutte le persone che da testamento devono ricevere più denaro e acquisendo così la loro parte di soldi. Un gioco al massacro divertente e buffissimo. Promosso a pieni voti.